Cfp #5: “Mediterraneo in polvere”

(English version)

Il Mediterraneo è un’entità spettrale per la “Modernità” europea; è il suo rovescio irrazionale che porta con sé il disordine, la violazione dei confini, i fantasmi del colonialismo e un richiamo perturbante a un’antichità mitica e gloriosa. Questa complessa figurazione culturale, a lungo relegata dalla narrazione della Modernità a fantasie romantiche e orientaliste di opulenza e irrazionalità, oppure a esempi riprovevoli di corruzione e arretratezza, è recentemente divenuta il fulcro molto visibile e inevitabile dell’attenzione e dell’azione politica, con le strategie militari, umanitarie e culturali di securitizzazione messe in atto lungo i confini europei a fronte della crescente pressione delle migrazioni e dei conflitti disseminati nel Medio Oriente.

Le tragedie che oggi si consumano nelle acque del Mediterraneo e il concomitante riassestamento delle politiche sociali e culturali in Europa richiedono una discussione urgente sugli usi e sui significati delle “crisi umanitarie”, sulle (connesse) politiche identitarie, limitate e restrittive, prodotte dal nazionalismo moderno, e sulla stessa politica identitaria europea. Leggere lo spazio mediterraneo come una molteplicità di “località composite”, riconoscendo allo stesso tempo che esso “esemplifica gli schemi globali di incontro condiviso, colonialismo e ambizione imperiale” (Chambers), significa occuparsi dei diversi livelli di riflessione politica e culturale necessari per aprire il campo all’instabilità delle visioni critiche. Arjun Appadurai, di cui parafrasiamo per questo numero della rivista il titolo del saggio Modernità in polvere, parla dell’insostenibilità delle narrazioni nazionali, sostituite da ciò che lo studioso chiama “sfere pubbliche diasporiche”. È questo uno dei possibili modi di pensare oggi il Mediterraneo: uno spazio dell’immaginario in cui le diaspore hanno creato e creano narrazioni multiple di appartenenza culturale e di identità politiche, radicate in una mappa di incontri condivisi e violenza coloniale.

 

Invitiamo a proporre articoli che discutano del Mediterraneo alla luce degli argomenti qui accennati, che adottino le prospettive critiche di: studi culturali, storia del pensiero politico, filosofia politica, storia, studi postcoloniali, geografia culturale, studi di area. Saranno particolarmente apprezzati i contributi che privilegino approcci interdisciplinari.

 

Gli articoli potranno affrontare i seguenti temi (o proporne ulteriori):

  • regimi di securitizzazione nel Mediterraneo;
  • movimenti di persone, politiche della migrazione nel Mediterraneo;
  • questioni di “località” e regionalismo in relazione al Mediterraneo;
  • implicazioni politiche della “narrazione mediterranea”;
  • politiche di “ellenismo”; richiami a concetti quali “culla della civiltà” e relative implicazioni sull’imperialismo culturale e materiale;
  • epistemica postcoloniale del Mediterraneo;
  • politiche di “Othering” nel/del Mediterraneo;
  • Mediterraneo come caposaldo o intralcio per l’Europa?

 

Per sottoporre una proposta di articolo occorre inviare un abstract dettagliato (max. 2500 battute spazi inclusi e una breve bibliografia di max. 10 testi) al seguente indirizzo email: cfp@rivistapolitics.it

 

Scadenze:

  • 20 febbraio 2016: deadline per l’invio degli abstract;
  • 25 febbraio: deadlineper la selezione degli abstract da parte del comitato scientifico;
  • 15 aprile: deadline per l’invio degli articoli definitivi;
  • 15 maggio: fine del lavoro di revisione da parte dei revisori anonimi;
  • 15 giugno: deadline per l’invio dell’articolo corretto in base alle eventuali modifiche richieste dai revisori anonimi;
  • 30 giugno: pubblicazione della rivista.

 

Il numero sarà curato da: Marta Cariello e Iain Chambers.

(Scarica il PDF del cfp)

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